Il giudice o il prete o il sindaco o tutto insieme?

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Riflettendo sugli ultimi morti nella strada, travolti da migranti già fautori di altre disgrazie e giudicati da un magistrato che ne aveva sentenziato l’espulsione, mi viene la sensazione che il Italia una delle “emergenze” sia la confusione dei ruoli. Quello del magistrato ad esempio, sebbene abbia una retrospettiva etica, ha un fondamentale prettamente tecnico: togliere dal moto sociale l’apporto di individui che ne distruggono o ne alterano continuamente una parte. In questo contesto tecnico la pena è subordinata, in quanto il giudice è chiamato a servire la società che gli paga lo stipendio e non le sue personali, seppur legittime, ragioni etiche. Se la società non ritrova dei benefici dal lavoro del magistrato, uno dei più costosi ruoli sociali diviene un peso economico e un collettivo disgregante psicoemotivo.
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Il ruolo ecclesiastico è meramente opposto. Lo scopo primario del prete sta nel connettere la vita pratica o secolare, al senso intimo dell’esistenza, avendo questa una proiezione eterna. Il ruolo del prete si snatura quando questi interferisce in questioni che hanno
una rilevanza tecnica predominante, tipo quelle economiche o mediche. Ad esempio la diatriba della vita nel coma. È pur vero che sostenere una vita vegetativa appare congruo, considerata l'incertezza della effettiva dipartita dello spirito, ma lo è altrettanto che i costi sono enormi e ben sappiamo che molta gente muore per insufficienza di risorse. Non bisogna riferirsi soltanto al terzo mondo per questo. Un giorno di degenza ospedaliera assorbe le risorse bastanti per mantenere cinque famiglie con figli… per un giorno. La valutazione dei costi sociali si impone dal momento che la crescita demografica mondiale è illimitata. Qui il ruolo decisionale lo ha solamente il medico, il quale ha il diritto e dovere di cooperare con la politica nel suggerire degli approcci legislativi adeguati.
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Vivo nella Milano di Letizia Moratti e… (e di Albertini) da tredici anni. In questo lasso di tempo la città ha cambiato volto! Le aree dismesse, i giardini e gran parte della viabilità, sono stati quasi integralmente restaurati. Assomiglia ormai alle migliori città del nord Europa.
Un anno fa circa ho passato qualche giorno nella Roma di Walter Veltroni. Nei pressi di Piazzale dei Gerani. Un pezzo squisito di periferia romana dove il turista “alimentare” trova un vero paradiso. Cucina luculliana a prezzi spesso dimezzati rispetto a Milano. Ebbene a questo quadretto “ad altezza d’uomo”, si apponeva l’assoluta assenza di raccolta dell’immondizia entro il perimetro del giardino centrale della piazza, affiancato al capolinea dei tram. Cestini strapieni e cartacce ovunque. Nel centro del giardino vi era un bidone straripante circondato da parecchie centinaia di bottiglie di birra, regalo di sudamericani insonni. Questa situazione è durata tutta la mia vacanza, ovvero otto giorni. Non conosco il seguito, ma l’esempio mi sembra sufficiente. (La quantità di bottiglie suggeriva però, almeno una quindicina di bivacchi notturni.)
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“È così… c’è niente da fare!” Rispondevano gli eredi di Cesare.
Le strade cittadine in genere, erano rimaste come le ricordavo nella mia giovinezza e le sole migliorie erano apportate dalle strutture private, centri commerciali ecc…
La questione mi ha riportato agli impegni africani di Walter, sbandierati come sua gloria etica. Non conosco le cifre precise distolte dalle risorse cittadine e devolute in “ospedali” ed altro (a fronte di un indebitamento amministrativo incredibile), ma sono certo che Walter se ne è fregato della città e della gente che ci vive, ne ha considerato che i turisti che amano Roma, vengono dall’occidente “pulito” e che alla vista del degrado urbano, pensano facilmente il peggio della gente che vi abita.
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Il beneamato sindaco avrà mai fatto un giro per le strade romane!
Niente male per la “Gerusalemme” del cristianesimo!
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Tre esempi per dire cosa?
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In Italia una delle “emergenze” più disastrose è la confusione del ruoli sociali.
Il prete e il giudice ormai si “intercambiano”! Una parte cospicua delle morti violente è dovuto alle loro decisioni rieducative “materne”, verso individui che hanno ampiamente superato la soglia psicologica della violenza efferata.
Il sindaco spesso, percepisce di essere il “messia” e pretende di fare il prete e il giudice, convinto che la base sociale “sana” che lo ha votato, lo vuole così.
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La rivalutazione e rifocalizzazione dei sociali ruoli etici è uno dei sentieri dove la rinascita della cultura italiana può incamminarsi. Dopo tutto, si chiede soltanto di fare bene nei compiti che la gente si aspetta in ruoli sociali così importanti.
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Sarà questo un argomentare di “destra” o di “sinistra”…